Come possiamo far crescere la nostra economia in un Paese dove c’è mancanza di liquidità e un debito pubblico in costante aumento?

La risposta è: MONETA COMPLEMENTARE

Che cos'è la Moneta Complementare?

La moneta complementare è una moneta non a debito che dà valore inserita in un sistema di mutuo credito. A differenza delle criptovalute, ora in crisi, che possono essere liberamente acquistate su Internet, per accedere alla moneta complementare bisogna entrare in un Circuito, il nostro si chiama OROS Pay. Una volta dentro, l’azienda e il professionista potranno vendere beni o servizi ad altre aziende e professionisti del circuito ed essere pagati in moneta complementare anziché in Euro, maturando un credito nei confronti del Circuito che potrà spendere successivamente acquistando beni e servizi presso altri affiliati. In questo modo, il Circuito compensa debiti e crediti e garantisce che si tratti di un gioco a somma zero.

Perché usare la Moneta Complementare?

L’economia italiana si trova in una crisi di liquidità. Pensare di uscirne con nuove immissioni di moneta-debito accentua i problemi. E’ questa, in estrema sintesi, la tesi portata avanti da Massimo Amato e Luca Fantacci, docenti dell’Università Bocconi e autori dell’ebook “Moneta complementare. Sai cos’è?”.

Si intenderebbe curare il male, quello della crisi della liquidità derivante dal meccanismo mediante cui si crea moneta, con lo stesso male, ossia immettendo liquidità aggiuntiva della stessa specie, la moneta-debito, che soddisfa il bisogno del momento ma getta le basi per poi aggravare il problema.

“Se la radice del male economico rappresentato dalla crisi è la moneta [debito] stessa, allora è bene chiedersi se non si possa concepire un’altra moneta”. Da qui l’idea delle “monete complementari” che devono essere “migliori” di quelle ufficiali. Non basta fare una moneta complementare, occorre farla bene. Dunque, con precise caratteristiche: la modalità di emissione, un definito ambito di circolazione, una o più funzioni evolute, l’unità di conto di riferimento, la convertibilità e l’accumulabilità.

Come deve essere fatta una buona moneta complementare?

Deve rappresentare un circuito di compensazione di crediti ancorato con cambio 1:1 alla moneta ufficiale, non inflazionistico e all’interno di un sistema territoriale che agevoli l’incontro tra bisogni insoddisfatti e risorse inutilizzate, recuperando le cosiddette economie interstiziali e dando valore alle persone e alle loro relazioni.

Quali sono infine, gli effetti di una moneta complementare ben regolamentata?

Maggiore domanda per le imprese, maggiore occupazione e salari più elevati per i lavoratori senza lo spettro dell’inflazione. “Non si tratta della panacea di tutti i mali” – concludono i due docenti -, “ma certo dell’inizio di una ricostruzione dell’economia, in vista di un rapporto più degno fra denaro e lavoro. Una moneta flessibile per un lavoro degno è la migliore risposta alla (sempre più inutile) richiesta di una (infinita?) flessibilità del lavoro in nome della difesa, tanto dogmatica quanto autodistruttiva, della rendita”.
Inizia il tuo percorso verso il successo con CNC SpA
Il futuro del nostro territorio e del nostro benessere passa per CNC SpA